Domenica 17 maggio si è tenuto presso la sede del Circolo Nuova Sardegna di Peschiera Borromeo l’atteso incontro
con il Prof. Salvatore Tola
sul tema“ La letteratura in lingua sarda e la sua storia”.
La presentazione è affidata al nostro socio Pino Todde (brillante esordiente
in questo ruolo)che introduce l’argomento tanto caro a noi sardi che viviamo
fuori nella nostalgia per la Sardegna e le nostre radici isolane.
Inizia il Prof. Tola che racconta che ha iniziato le sue opere prendendo appunti , che inizialmente gli servivano a scopo pedagogico per la sua professione di insegnante, parla dei suoi esordi e illustra alla platea le ricerche che ha raccolto nei suoi libri, illustrando il lessico della lingua sarda, pare derivi da un latino arcaico e da resti di lingua nuragica e lo stesso dicasi dei toponimi, passando poi a parlare della storia della Sardegna.
Parla dei documenti registrati nei Condraghes, della Carta de logu e spiega il perché della diaspora linguistica, dovuta soprattutto al fatto che sotto la dominazione Catalana prima e Spagnola poi gli scrivani abbiano scritto in quelli idiomi, interrompendo quella naturalità di unificazione linguistica che sarebbe avvenuta se non ci fossero state quelle dominazioni, in fondo la lingua dei congraghi era più o meno la stessa, invece il risultato è stato che oggi nella lingua parlata si ha una predominanza di derivazione catalana del cagliaritano e spagnola del sassarese.
Ha
illustrato i meriti dei vari poeti passati che hanno scritto in lingua sarda in
particolare l’Araolla, il canonico Spano fino a Mereu e tra i più recenti
Montanaru e parlando della rivista S’Ischiglia , cioè la sveglia, ha parlato di
Mura e Lobina e del come oggi i vari autori stiano cominciando a dare alla
Sardegna quella prosa che fino ad oggi era mancata.
Particolare attenzione da parte della platea si è avuto quando il Professore ha letto gli articoli relativi alla Carta de Logu, emanata da Eleonora d’Arborea nel 1382 e che aveva ripreso i Codici Rurali di suo padre Mariano IV
ed estendendoli agli usi e consuetudini fissò le pene e i i diritti, cioè quello che oggi si chiama Codice Civile e Penale , l’articolo che riguarda la violenza sulle donne
specificava che se ad essere violentata è una donna maritata, il risarcimento veniva fissato a £ 500 e se non pagava entro il limite fissato dalla legge gli si amputava il piede tutto .ma se veniva violentata una nubile il risarcimento era di £ 200 ma era obbligato a sposarla o a trovarle marito , sempre che lei lo volesse, se no anche a lui veniva amputato il piede per intero.
La
Carta de Logu fu tenuta in vigore dai successivi dominatori Aragonesi-Catalani e
Spagnoli -Castigliani e successivamente con i Piemontesi fino al Codice
Feliciano del 1827 .
Ha letto alcuni passi di poesie di vari autori passati e presenti e ha spiegato del perché oggi si stia cercando di recuperare la lingua sarda unificandola, in quanto, per il motivo sopra esposto non si à potuto avere.
L’incontro si è svolto in un clima di cordialità e di entusiasmo, ci sono stati degli interventi da parte dei partecipanti e alla fine dopo un lungo applauso tutti i presenti hanno auspicato che il Prof. Tola trovi in futuro ancora spazi perché avvengano nuovi incontri.
(A cura di Maria Giovanna Carboni)
L’incontro che è stato possibile grazie soprattutto all’interessamento di Paolo Pulina che sentitamente ringraziamo, prendeva
spunto dal libro-antologia di Salvatore Tola :
“La Letteratura in Lingua sarda. Testi, autori, vicende” (2006, editore Cuec, 550 pagine)

uno strumento per il primo approccio allo studio della letteratura in lingua sarda, un inventario
delle opere e degli autori che appaiono fondamentali per conoscere il patrimonio letterario della Sardegna.
Il Salvatore Tola è nato a Faenza (Ravenna) nel 1940, ed è residente a Sassari. Svolge attività di pubblicista collaborando
alla pagina culturale del quotidiano La Nuova, al Messaggero Sardo e ad altre riviste.
Si occupa della poesia sarda contemporanea come membro delle giurie di alcuni concorsi, tra i quali l’“Ozieri” e il “Romangia” di Sennori
e di quella tradizionale curando raccolte per le collane “I grandi poeti in lingua sarda” delle Edizioni della Torre di Cagliari e
“Bibliotheca sarda” della Ilisso di Nuoro. A questi temi ha dedicato il saggio-antologia La poesia dei poveri,
AM&D Edizioni, Cagliari, 1997. Studioso di storia della cultura, ha pubblicato nel 1994 Gli anni di “Ichnusa”. La rivista di Antonio Pigliaru
nella Sardegna della Rinascita, Editrice Iniziative Culturali di Sassari. Esperto di libri e di editoria, è collaboratore di case editrici e
dell’Associazione Editori Sardi, per la quale cura la diffusione delle opere.
Alle vicende dell’editoria ha dedicato Un’isola e i suoi libri. Notizie e appunti sull’editoria in Sardegna, Sassari, Carlo Delfino editore,
1992. Collabora con periodici ed editori che si occupano di turismo con articoli e itinerari attraverso la Sardegna; da una serie di
schede su luoghi meno noti comparse su La Nuova ha ricavato un volume che ha firmato insieme a Salvatore Pirisinu, autore
delle fotografie: CentoeunaSardegna. Guida ai luoghi lontani inconsueti sconosciuti, Sassari, EDES, 2000.